Chi convive con l'incontinenza urinaria sa bene quanto sia faticoso trovare prodotti che funzionino davvero senza rinunciare alla discrezione. Quello che sfugge ai più, però, è che parte di questa spesa si può recuperare a fine anno. Se le mutande assorbenti per uomo portano la marcatura CE di dispositivo medico, rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19 % dalla dichiarazione dei redditi. In questa guida vediamo insieme quando si applica questa agevolazione, quali condizioni pone l'articolo 15 del TUIR e come non commettere errori documentali che farebbero perdere il beneficio.
Cosa dice l'art. 15 TUIR sulle spese sanitarie
L'articolo 15, comma 1, lettera c) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi riconosce una detrazione del 19 % sull'imposta lorda per le spese sanitarie sostenute dal contribuente — o per un familiare fiscalmente a carico. Il meccanismo ha una franchigia: i primi 129,11 euro di spesa sanitaria annua non producono alcun beneficio fiscale. Tutto ciò che supera quella soglia viene invece recuperato al 19 %, con una riduzione diretta dell'IRPEF dovuta.
La norma non si limita a farmaci e visite mediche: comprende anche i dispositivi medici. L'Agenzia delle Entrate lo ha ribadito in più circolari e risoluzioni, precisando che la detrazione spetta per l'acquisto di dispositivi con marcatura CE, purché tale conformità risulti chiaramente dalla documentazione di spesa. Non basta, quindi, che un prodotto serva a scopi terapeutici o igienici: serve che sia formalmente classificato come dispositivo medico ai sensi della normativa europea.
Il criterio guida è quello della pertinenza sanitaria: la spesa deve tutelare la salute e il prodotto deve rispettare requisiti tecnici precisi. Un prodotto assorbente per l'incontinenza che non abbia la certificazione CE come dispositivo medico — per quanto utile nella vita di tutti i giorni — non dà diritto ad alcuna detrazione.
Dispositivi medici di classe I: condizione per la detrazione
Qui sta il punto chiave. Sul mercato convivono due tipi di prodotti assorbenti: quelli certificati come dispositivi medici con marcatura CE, e quelli che sono semplicemente articoli igienici per l'incontinenza, privi di tale classificazione. Solo i primi consentono di portare la spesa in detrazione.
I prodotti per l'incontinenza rientrano in genere nella classe I della classificazione europea, quella a rischio più basso. Per ottenerla, il fabbricante deve rispettare i requisiti di sicurezza e prestazione fissati dal Regolamento UE 2017/745 (MDR), redigere una dichiarazione di conformità e apporre il marchio CE sul prodotto o sulla confezione. Non si tratta di un adempimento burocratico di poco conto: il Regolamento MDR impone standard tecnici stringenti, progettati proprio per tutelare chi usa questi prodotti a contatto con il corpo.
Prima di acquistare, quindi, la prima cosa da fare è controllare la confezione: deve essere presente la marcatura CE, spesso accompagnata dalla dicitura "dispositivo medico" o dall'indicazione della classe. Senza quella indicazione, anche uno scontrino perfetto non reggerà a un controllo fiscale.
Il boxer Orykas lavabile è progettato per rispondere a questi requisiti tecnici, combinando la funzione protettiva con il comfort di un normale indumento intimo. Verificare la marcatura CE sul prodotto resta comunque il primo passo da fare prima di procedere con qualsiasi acquisto in ottica fiscale.
Cosa indicare nello scontrino parlante
La documentazione è l'anello più debole di tutta la procedura. L'Agenzia delle Entrate non accetta lo scontrino ordinario della farmacia o del negozio: serve uno scontrino parlante, o in alternativa una fattura, che contenga informazioni aggiuntive precise. Mancando anche uno solo di questi elementi, la detrazione decade.
Lo scontrino parlante deve riportare obbligatoriamente:
- Il codice fiscale dell'acquirente, cioè del contribuente o del familiare a carico per cui è stata sostenuta la spesa.
- La natura del prodotto acquistato, con l'indicazione che si tratta di un dispositivo medico. Non serve il nome commerciale esatto, ma deve essere inequivocabile la categoria.
- Il prezzo pagato, già presente in qualsiasi scontrino standard.
In farmacia, il farmacista è generalmente attrezzato: è abituato a rilasciare scontrini parlanti e sa come classificare il prodotto. Se invece si acquista attraverso altri canali — negozi specializzati, e-commerce — bisogna richiedere una fattura intestata all'acquirente, con la descrizione del prodotto che riporti "dispositivo medico" e, possibilmente, il riferimento alla marcatura CE.
Per chi acquista online, è prudente conservare anche la scheda prodotto scaricata al momento dell'ordine, la conferma d'acquisto e ogni altra documentazione che attesti le caratteristiche tecniche del prodotto. In caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate, questi elementi possono fare la differenza.
Un consiglio pratico: prima di concludere un acquisto su internet, verificate che il venditore sia in grado di emettere fattura con tutti i dettagli richiesti. Chiedere prima evita sorprese al momento di compilare il 730.
Esempio pratico con un acquisto Orykas
Meglio di qualsiasi spiegazione teorica, un numero aiuta a capire quanto vale concretamente questa agevolazione. Poniamo che nel corso dell'anno un contribuente abbia acquistato mutande assorbenti certificate come dispositivi medici, spendendo complessivamente 180 euro.
Il calcolo della detrazione segue questi passaggi:
- Spesa totale per dispositivi medici nell'anno: 180,00 euro
- Franchigia non detraibile (art. 15 TUIR): 129,11 euro
- Base imponibile per la detrazione: 180,00 - 129,11 = 50,89 euro
- Detrazione al 19 %: 50,89 × 19 % = 9,67 euro
Attenzione: la franchigia di 129,11 euro non si applica a ciascuna voce di spesa, ma al totale delle spese sanitarie dell'anno. Se lo stesso contribuente ha sostenuto anche visite specialistiche, acquistato farmaci o altri dispositivi medici, il vantaggio fiscale cresce in modo significativo man mano che il totale si alza.
Secondo scenario: un contribuente con spese sanitarie annue pari a 600 euro, di cui 240 euro per boxer assorbenti lavabili. In questo caso il calcolo diventa:
- Spesa sanitaria totale: 600,00 euro
- Franchigia: 129,11 euro
- Base detraibile: 470,89 euro
- Detrazione al 19 %: 89,47 euro
Per chi vuole testare il prodotto prima di un acquisto più consistente — raccogliendo nel frattempo tutta la documentazione necessaria per la detrazione — il Pacchetto Scoperta Orykas è un punto di partenza concreto.
Vale la pena ricordare una cosa spesso sottovalutata: la detrazione IRPEF al 19 % riduce direttamente l'imposta dovuta, non il reddito imponibile. A differenza delle deduzioni, il risparmio è certo e uguale per tutti, indipendentemente dallo scaglione di reddito. Chi paga un'aliquota marginale del 23 % e chi la paga al 43 % ottengono esattamente lo stesso beneficio in valore assoluto.
Come inserire la spesa nel 730 o Modello Redditi
Raccolte le ricevute e accertato che i prodotti acquistati abbiano la marcatura CE come dispositivi medici, il passaggio successivo è inserire correttamente le spese nella dichiarazione. Le regole sono identiche sia per il modello 730 — quello di lavoratori dipendenti e pensionati — sia per il Modello Redditi Persone Fisiche.
Nel 730, le spese sanitarie vanno nel Quadro E, Sezione I, alla riga E1. Qui confluiscono tutte le spese detraibili al 19 %: visite, farmaci e dispositivi medici insieme, senza distinzioni per categoria. Non esiste una riga ad hoc per i dispositivi medici.
Per il Modello Redditi Persone Fisiche, le spese sanitarie si inseriscono nel Quadro RP, con la stessa logica.
Chi utilizza il 730 precompilato messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate troverà già inserite alcune spese sanitarie — quelle transitate attraverso il Sistema Tessera Sanitaria. Ma attenzione: non tutti gli acquisti vengono trasmessi automaticamente. I prodotti comprati su e-commerce, presso rivenditori specializzati o in negozi che non aderiscono al sistema di trasmissione dei dati non compaiono nella dichiarazione precompilata. In questi casi è indispensabile integrare manualmente, allegando la documentazione in caso di controllo.
L'INPS applica le stesse regole per i pensionati che ricevono il 730 precompilato: le spese non pervenute automaticamente devono essere aggiunte a mano, con la documentazione a supporto pronta in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Qualche accorgimento pratico per gestire meglio la documentazione durante l'anno:
- Tenere una cartella — fisica o digitale — dedicata alle spese sanitarie, aggiornandola man mano che si fanno acquisti: scontrini parlanti, fatture, conferme d'ordine.
- Controllare al momento dell'acquisto che il documento fiscale riporti il codice fiscale dell'intestatario e la natura del prodotto come dispositivo medico.
- Conservare tutto per almeno cinque anni: è il termine entro cui l'Agenzia delle Entrate può effettuare controlli sulle dichiarazioni presentate.
- In caso di dubbi sulla detraibilità di un prodotto specifico, consultare il proprio CAF o un commercialista prima di inserire la voce in dichiarazione, per non rischiare contestazioni in sede di controllo.
Gestire l'incontinenza urinaria richiede già abbastanza energie, tra visite dall'urologo o dal ginecologo, sedute di fisioterapia del pavimento pelvico e acquisto di presidi adeguati. Sapere che parte di queste spese si può recuperare grazie all'art. 15 TUIR non risolve il problema, ma alleggerisce il peso economico — e questo, nella quotidianità, non è poco.




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